Ecosostenibilità Certificata

Il Metodo di Agricoltura Integrata

UNI11233, si chiama così la norma italiana che recepisce i principi della produzione agricola condotta secondo il Metodo dell’Agricoltura Integrata (ormai consolidati a livello europeo e mondiale), permettendo di ottenere e certificare un prodotto (in questo caso l’uva e quindi il vino), in modo ecosostenibile, sicuro e rintracciabile in ogni sua fase.

Savio e Mauro Daniele, i titolari della Cantina Le Strette di Novello, ci credono, ed hanno concluso l’iter che assegna il certificato a quelle aziende particolarmente attente al territorio in cui operano. Hanno accettato di lavorare secondo i dettami della predetta norma, seguendo in modo scrupoloso le regole, dettate dal disciplinare aziendale certificato, redatto in conformità a quanto previsto dalla norma stessa, ed il riconoscimento è a livello mondiale.
Un passo fondamentale per portare sulle tavole dei consumatori un vino di qualità, salutare, rispettoso dell’ecosistema e vero ambasciatore delle Langhe, culla di grandi vini come il Barolo.

Savio e Mauro Daniele, unitamente al Dr. Giorgio Degiorgis, mettono a disposizione la loro conoscenza per consulenze dedicate a capire al meglio questa Certificazione.

UNI11233: PUNTI FONDAMENTALI E OBBIETTIVI. Sono 14 i punti fondamentali da rispettare. Si va dalla vocazionalità pedoclimatica alla gestione del suolo, dalla gestione della vite e della sua difesa alla fertilità e vitalità del terreno, aspetti affrontati con metodi volti a mantenere e rispettare l’equilibrio dell’ecosistema, condizione indispensabile per una produzione sostenibile e di qualità, sana e lontana dall’abuso di prodotti chimici.

Questi sono solo alcuni esempi dei campi d’azione sui quali si può agire con precisione. «Per ogni situazione c'è una soluzione ecosostenibile, esordiscono Savio e Mauro Daniele.

E’ importante capire da subito quale sia il giusto approccio verso una viticoltura rispettosa dell’ambiente, che consenta di utilizzare le conoscenze tecniche per coniugare ed integrare la salvaguardia dei terreni e degli areali produttivi con le esigenze di qualità e salubrità dei prodotti ottenuti, riducendo al minimo o eliminando, dove è possibile, l’apporto di prodotti chimici.

E’ opportuno mettere in atto tutte quelle scelte che valorizzino gli aspetti di naturalità in tutte le fasi produttive, dall’impianto (in caso di vigneti nuovi), alla difesa del vigneto, al mantenimento della fertilità dei suoli con metodi naturali, senza mai dimenticare gli obiettivi finali: uve sane e di qualità,  e sviluppo sostenibile.

E’ quindi indispensabile integrare le conoscenze e le informazioni per scegliere nel migliore dei modi, seguendo le regole dettate dal disciplinare di produzione integrata. Tale documento fondamentale, redatto in ambito aziendale, può essere “modellato” (ovviamente con scelte più restrittive rispetto alla norma generale) ad esempio per ridurre al minimo i trattamenti per la difesa del vigneto, per mantenere in modo naturale l’equilibrio, la fertilità e la biodiversità, scegliendo strategie non invasive e non dannose per l’ambiente e per la salute, e documentando e motivando in modo scrupoloso le azioni intraprese».

Ma c’è un altro aspetto da tenere bene in considerazione, esiste il metodo per controllare, si chiama analisi: «L'ente certificatore CSQA, accreditato a livello Ministeriale, oltre a verificare il rispetto delle procedure, sottopone ad analisi “multiresiduale” la materia prima (uva come prodotto fresco) per ottenere una risultanza concreta sulla rispondenza al disciplinare di produzione integrata, a garanzia anche della salubrità del prodotto in relazione all’assenza di  residui anomali di sostanze chimiche. In tal modo si tiene sotto controllo il raggiungimento degli obiettivi aziendali».

E gli obbiettivi sono la documentazione della filiera sulle proprie lavorazioni e su quelle dei fornitori, la qualità, la tipicizzazione, l’identificazione, la salvaguardia delle procedure come garanzia al consumatore finale, la riduzione della chimica, la produzione sostenibile, la cura dell’ambiente, il preservare risorse, sviluppo e cultura (vigneti vecchi), e l’adeguata remunerazione economica data dal prodotto coltivato.

LE STRETTE: NOI LAVORIAMO COSI’. Il Metodo di Agricoltura Integrata, come abbiamo visto, deve seguire determinate regole. Ma, aspetto molto importante, ogni azienda può muoversi come crede meglio nel range d’azione consentito.

Ecco come si lavora alla Cantina Le Strette. «Il sistema si snoda su diversi aspetti, sia organizzativi che operativi. Il cuore è senz’altro la conduzione dei vigneti volta alla salvaguardia agro ambientale sotto molteplici  punti di vista. Per quanto riguarda la difesa, ad esempio, non utilizziamo prodotti sistemici (se non in condizioni di eccezionale rischio), e siamo attenti alle innovazioni su prodotti ecocompatibili e naturali.

Puntiamo alla riduzione decisa dell’impiego di rame, non utilizziamo insetticidi, al di là dei trattamenti obbligatori per il contenimento di alcune fisiopatie (flavescenza),  e cerchiamo di stimolare le piante ad aumentare la loro capacità di autodifesa rispetto alle principali avversità, per creare condizioni vegetative ottimali e meno favorevoli allo sviluppo delle malattie.
Nella nostra azienda non vengono utilizzati erbicidi per il controllo delle malerbe, e le lavorazioni meccaniche sono mirate a favorire l’inerbimento controllato finalizzato al sovescio, con risvolti positivi anche sulla fertilità, sulla struttura del suolo e sui suoi microorganismi.

Non utilizziamo, così, fertilizzanti chimici nel terreno, ricorrendo, se necessario, a materiale organico naturale (humus, letame...), con apporti studiati sulle reali necessità delle piante. Si favorisce, in tal modo, la biodiversità, cercando di creare un ambiente favorevole agli equilibri naturali (ad esempio tra insetti utili e dannosi, uccelli, ecc. ) ».

Questi sono alcuni esempi, ma per quale risultato?: «L’obbiettivo è quello di ottenere una materia prima sana, ecosostenibile ed  equilibrata nei suoi costituenti, che si ritroveranno poi nel vino. Si tratta di un sistema serio che integra conoscenze e strategie di varia natura.

L’ecosistema ambientale intorno ai vigneti dev’essere mantenuto adottando misure agronomiche precise da rispettare nel tempo se si vuol pensare ad una viticoltura di lungo termine».