Vigneti

Le Menzioni del Barolo e i vitigni autoctoni

La zona del Barolo: il Comune di Novello con le sue M.G.A. ed i vitigni autoctoni. La cantina Le Strette lavora per la valorizzazione di questo territorio, storicamente vocato alla produzione di vini nobili.
I vigneti, condotti secondo il metodo della produzione integrata, si estendono per 6,5 ettari nei Comuni di Novello e in piccola parte di Barolo.

MA COSA SIGNIFICA VALORIZZARE IL TERRITORIO?

Vuol dire credere nei vitigni autoctoni storici, riscoprendo anche quelli meno conosciuti e a volte quasi scomparsi per presentarli al mercato: la Nas-cëtta del Comune di Novello ne è l’esempio. E anche selezionare vigneti in zone storiche di produzione: il nuovo appezzamento di Pasinotti è solo l’ultimo tassello di un puzzle composto già dalle M.G.A. del Barolo Bergera-Pezzole, Corini-Pallaretta e Bergeisa e dai vigneti per la produzione di Barbera e Dolcetto, tutti nel Comune di Novello. Questo modo di lavorare è credere nel territorio e nelle sue caratteristiche uniche.

COME SI LAVORA NEL VIGNETO?

«Intervenire il meno possibile sulla vite, e controllare che la pianta mantenga il suo naturale equilibrio». Mauro e Savio esprimono così il loro lavoro nella vigna, condotto secondo il metodo di produzione integrata (Ecosostenibilità Certificata). L’attenzione verso l’ambiente e l’uso di metodi non invasivi permettono di interpretare la vigna nel modo giusto per ottenere la migliore uva possibile. Dalla potatura fino alla maturazione, la natura fa il suo corso: i costanti controlli in vigna e gli interventi vengono fatti senza forzare il processo, ma aiutandolo ad esprimersi al meglio.

COMUNE DI NOVELLO

M.G.A. BERGERA-PEZZOLE: prende il nome dalle due borgate che sovrastano i vigneti presenti sui terreni calcarei con striature argillo-sabbiose, ad oltre 400 metri di altitudine, ottimamente soleggiati, e che esprimono un Barolo complesso dal tessuto tannico importante e dai messaggi speziati.

Nella stessa zona Le Strette coltiva anche Dolcetto e Barbera, mantenendo vigneti che, in alcuni casi hanno quasi 80 anni di vita. Si ottengono vini di grande equilibrio, buona potenza, frutto e note speziate molto personali.

M.G.A. CORINI-PALLARETTA: la componente argillosa marca in maniera un po’ più evidente la matrice calcarea. Il risultato è un Barolo dal colore vivo, dai sentori più floreali e da una piacevole freschezza al palato.

VIGNETI PASINOTTI: la storia della Nas-cëtta. Qui è presente il vigneto più antico ancora esistente di questo vitigno autoctono. Queste uve da molti anni si uniscono a quelle delle zone di Pezzole, Pallaretta e altri vigneti novellesi, dando vita alla Nas-cëtta del Comune di Novello firmata Le Strette.

Un esempio chiaro di valorizzazione del territorio: su questa storica collina nel 2014 inizia il “Progetto Pasinotti” con il ripristino delle aree vitate che comprendono anche un “vigneto collezione” di circa 600 ceppi ottenuti dalla selezione, in collaborazione con l’Università di Torino, di 30 cloni sani da tre diversi vigneti (tra cui quello più antico del 1948 ai Pasinotti). Tre anni di lavoro attento e meticoloso per la salvaguardia di questa collina, culla della Nas-cëtta.

L’ettaro di produzione si divide equamente tra Nebbiolo e Nas-cëtta, ed è circondato da storici boschi da tartufo a strapiombo sulle rocche.

COMUNE DI BAROLO

M.G.A. BERGEISA: terreno calcareo abbastanza sciolto, 280 metri di altitudine, pendenza accentuata e grande esposizione al sole, sono le caratteristiche principali del vigneto. Si ottiene il Barolo Bergeisa: elegante, di carattere, longevo.